Editoriale

03 Ott

2016

Volo di ritorno

Di ritorno dal suo viaggio apostolico in Kenya, Uganda e nella Repubblica Centrafricana, il santo padre Francesco si è concesso come suo solito alle domande dei giornalisti accreditati che hanno tagliato, interpretato, forzato le parole del papa su scandali in Vaticano o l’uso del preservativo (non per niente risponde: La domanda mi sembra troppo piccola e mi sembra anche una domanda parziale. Mi fa pensare a quella che hanno fatto a Gesù, una volta: “Dimmi, Maestro, è lecito guarire di sabato?”.

Le sue risposte sono chiare, semplici, dirette, cariche di fede e mai senza i poveri. Sull’esclusione di parte dell’umanità dai diritti umani fondamentali, ad esempio, dice: “E’ un sistema economico dove al centro c’è il denaro, il dio denaro. Io ricordo una volta che ho trovato un grande ambasciatore, parlava francese, non era cattolico e mi ha detto: Nous sommes tombés dans l’idolâtrie de l’argent. Un grande dolore. Ieri per esempio, sono andato all’ospedale pediatrico: l’unico di Bangui e del Paese! E in terapia intensiva non hanno gli strumenti per l’ossigeno. C’erano tanti bambini malnutriti, tanti. E la dottoressa mi ha detto: Questi nella maggior parte moriranno, perché hanno la malaria e sono malnutriti.”.

Ecco la vera Porta Santa della misericordia. Un papa che va nelle periferie del mondo e cerca la propria conversione nelle lacrime di quei bambini.

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