Il verso dello sguardo

16 Gen

2017

Il verso dello sguardo

Ci sono momenti in cui, come accadde a Etty Hillesum,  le pene e i piccoli o grandi affanni “attraversano il nostro cuore e lo fanno dolorare”. Leggendo oggi ciò che accade nel mondo, le violenze efferate su mogli, fidanzate, madri e bambini, le guerre e i soprusi dei potenti, sembra che la nostra forza venga meno. “Dammi le parole e dammi la forza”, annotava Etty nel suo diario, verso la fine di un settembre 1942 ancora mite. Il mondo in cui ci rispecchiamo appare, di volta in volta, spietato o meraviglioso, a seconda di quanto ci lasciamo sopraffare dalle nostre pene. Possiamo abbandonarci allo sconforto, e vedere intorno a noi solo “un’umanità sofferente” di cui siamo parte, oppure tentare un colpo d’ala, osare uno slancio del cuore, provocare in noi “un’ondata di calore” che ci infiammi. Ed ecco che il miracolo avviene. Lo sguardo improvvisamente percepisce ciò che non coglieva: l’orizzonte, che è assai più ampio, i colori, vividi e brillanti, e una realtà che è poesia. Basta poco, serve solo che l’occhio davvero cerchi il dettaglio, lo desideri, se ne stupisca e innamori. Proprio come accade a Etty Hillesum quando, di un tratto, quel pomeriggio di settembre si rende conto che “esiste anche la realtà del ciclamino rosso-rosa”. E’ poco, è un fiore in un vaso sul davanzale che le si rivela per suggerirle che c’è sempre una bellezza che “si può scoprire dietro il chiasso e la confusione di questo tempo”. E allora, ecco il dono: il particolare che si offre al nostro sguardo è come un verso, la riga di una più lunga poesia. Stupirci ogni giorno per un giardino, un sorriso, un lembo di cielo, a dispetto del caos, è trovare il verso che rende giustizia al dolore e lo riscatta. Cerchiamolo. O meglio: riceviamolo come un balsamo, certi di trovarlo. Così le parole di Etty Hillesum si fanno preghiera: “Dammi un piccolo verso al giorno, mio Dio, e se non potrò scriverlo (…) allora lo dirò piano, alla sera, al tuo gran cielo. Ma dammi un piccolo verso di tanto in tanto”.  Per ognuno di noi esiste un verso al giorno. E, insieme, possiamo creare una poesia di ciclamini rosa o bianchi. Ci siano il gelo, il fuoco, il sangue o la paura: cerchiamo il verso. Troviamo la direzione dello sguardo.

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