Editoriale

03 Ott

2016

Massacri e Bellezza

Oggi nasce Synesio. Forse non serve. Forse servirà.

Forse è anche ora di finirla di pensare che ogni nascituro deve per forza servire a qualcosa. Vi sono cose splendide che non servono a nulla e cose orribili che invece sono utilissime. Basti pensare ai ragni.

I ragni, appunto: qualcuno ne ha orrore (anch’io, lo confesso), eppure tessono tele straordinarie. E mangiano le mosche. Sono brutti, utili e fanno cose splendide. Bisognerà, prima o poi, mettersi il cuore in pace, sul fatto che il rapporto tra brutto, bello e utile va ripensato in maniera nuova. Beh, Synesio dovrebbe essere così. Dovrebbe avere nel DNA questa necessità di progettare, ripensare, ragnificare, ramificare, comporre, fare rete, ideare… Il personaggio da cui Synesio prende il nome, filosofo nell’Alessandria che stava per non essere più pagana e diventava sempre più cristiana, era così: allievo di una donna che non si fece mai discepola di Cristo, credeva in Dio e studiava filosofia; vide la propria mentore squartata dai cristiani della città fomentati da un vescovo, eppure non perdette la fede; non divenne un fondamentalista né smise di studiare il pensiero antico; soffrì per la cultura che veniva distrutta e partecipò nel creare bellezza: scrisse liriche, amò l’arte e il pensiero. Non è la storia di sempre? Vedendo massacri, produsse bellezza. Forse non serve. Forse servirà.

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